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Dott. Salvatore Bardaro - Sistema neuro-endocrino e Odontoiatria
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Dott. Salvatore Bardaro
Sistema neuro-endocrino e Odontoiatria
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Sistema neuro-endocrino e Odontoiatria

altCome in ogni campo del sapere, risulta forte in medicina la tentazione di riportare ogni evento ad un’unica spiegazione che possa risultare sufficiente e completa, limitata cioè ad una causa principale oltreché tendente ad essere circoscritta, per origine ed estrinsecazione, alla regione della sua manifestazione. E’ certamente anche questa una delle motivazioni fondamentali per cui, riguardo le patologie oro-dentali, si è sempre cercato un approccio diagnostico e terapeutico basato sulle teorie infettive, meramente centrate sull’attività di microrganismi, e su quelle di concezione localistica.
Invece da qualche tempo la stessa Medicina Accademica riconosce sempre più al Cavo Orale un’interesse e un’influenza che va ben oltre i suoi confini anatomo-topografici. Tale consapevolezza si basa su tutta una serie di fattori di immediato risalto quali per esempio il vasto numero di funzioni basilari svolte che vanno dalla prima fase della digestione, al linguaggio, al ruolo immunitario, ai rapporti di stretta contiguità che contrae con le vie vegetative afferenti ed efferenti del sistema nervoso centrale, oltre che con i suoi vasi arteriosi, venosi e linfatici che in parte condivide. La stessa Articolazione Temporo-Mandibolare assume importanza critica nell’orientamento del corpo nello spazio, nell’assetto posturale di questo, con riverberi di importanza basilare incidenti perfino a livello oculistico e, tramite l’assetto occlusale, condizionanti addirittura le capacità cognitive e intellettive con la media-azione trigeminale. Va citato inoltre l’oramai accertato e da tempo indagato ruolo fisiopatogenetico che le strutture linfatico-immunitarie gastriche e intestinali (GALT, MALT) hanno in merito a patologie cariose e parodontali.
E’ proprio in una tale proiezione olistica del paziente, tuttavia tipica del pensiero medico puro fin dai tempi di Ippocrate, che si deve attribuire notevolissima rilevanza all’apparato stomatognatico.
A tal proposito le evidenze scientifiche fornite oggi dalla ricerca, se proprio non vogliamo considerare quelle cliniche quotidiane, circa problematiche quali la Malattia Parodontale (MP), la Sindrome della Bocca che Brucia (BMS), il Pemfigoide Mucoso, la Stomatite Aftosa, la Gengivite Necrotico-Ulcerosa e, addirittura, la stessa patologia Cariosa, dimostrano che i tentativi
meccanicistici e riduzionisti di interpretazione e trattamento delle malattie del cavo orale risultano inevitabilmente perlomeno parziali.
Nel necessario riesame delle fisionomie etiopatogenetiche di tali problematiche, impostato sulla letteratura più recente, vanno assumendo valenza primaria gli assetti e le dinamiche Psico-Neuro-Endocrino-Immunitarie del paziente (null’altro che il più completo e concreto modello reattivo fisiopatologico individuale). Tali dati conducono perciò ad una ridefinizione del fattore etiologico conferendogli connotati maggiormente complessi e screziati. Di
conseguenza emerge sempre più la necessità di delineare un concetto rinnovato e ampliato di indagine, diagnosi e terapia in campo odontoiatrico.
Siamo convinti che in tale prospettiva sia sicuramente conveniente l’apporto delle Medicine Complementari/Non Convenzionali che, proprio per le loro connotazioni ingenite, possono fronteggiare in maniera appropriata questi versanti, messi in luce più di recente, del complesso etiopatogenetico, fra cui è possibile ritrovare, per esempio, l’alterata attività, a causa di stress cronici, di zone cerebrali come l’Ippocampo e la Sostanza Reticolare, o di sistemi multiformi e sofisticati quali quello dell’asse HPA (Ipotalamo-Ipofisi-Surrene) e delle stesse Citochine (che, va ricordato, agiscono a concentrazioni prossime a 10 alla -10, oltre a poter invertire la loro azione per minime modifiche di tale esponente), il tutto peraltro collocato in un contesto di interdipendenza disarmonica di organi e apparati e con espressione sempre individuale.
Tali metodiche mediche infatti, alla luce di nuove acquisizioni, stimolerebbero i processi di autoregolazione propri degli esseri viventi: questi, infatti, in quanto “sistemi complessi” , seguirebbero leggi e comportamenti di tipo non lineare e non causalistico diretto che sfuggono alla comprensione del modello scientifico occidentale/accademico. Esistono tuttavia discipline “emergenti”, “di frontiera” (PNEI appunto, fisica quantistica, etc.) in grado di comprendere e regolare tali dinamiche.
Lo scopo principale della trattazione è quello di far risaltare come un approccio integrato possa essere opportuno in quanto può far compiere dei passi in avanti nella comprensione dell’argomento e, di conseguenza, nell’efficacia dell’atto terapeutico.



 

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